giovedì 1 dicembre 2011

Il linguaggio del corpo - Il ruolo delle palpebre

Ci siamo. Ci troviamo al primo incontro con una persona.
Il nuovo cameriere del bar, il nuovo collega di lavoro o una persona appena incontrata in un locale, ed iniziamo a relazionarci.
Parliamo di un episodio della nostra vita, raccontiamo di un fatto appena accaduto oppure facciamo domande.
La conversazione va per le lunghe.
Intanto sorridiamo ed inconsciamente pensiamo: "Questa persona è sincera con me?", oppure "È interessata a ciò che sto dicendo?".

L'interlocutore che abbiamo di fronte può comportarsi in due modi:

- non interessarsi minimamente a ciò che stiamo dicendo (i più audaci fingono di ascoltarci ma nel frattempo pensano a come asciugare la brina nei campi);

- oppure sono sinceramente interessanti a noi e a ciò che stiamo dicendo.

Come fare a smascherare il traditore?

Semplice: quando una persona non ci ascolta più smette di sbattere le palpebre.

Sbattere le palpebre non solo serve a lubrificare l'occhio ma ci permette di cercare informazioni all'esterno per farle entrare nel nostro cervello. Per usare una metafora è come premere il tasto ENTER sulla tastiera del nostro computer per accettare immagini, parole, suoni che in seguito vengono catalogate nel nostro cervello.

Fateci caso. Se osservate una persona che ha la testa tra le nuvole, avrà uno sguardo fisso e smetterà di battere le palpebre degli occhi.
Sbattendo le palpebre invece, mostriamo al nostro interlocutore che lo ascoltiamo, e portiamo le informazioni che ci trasmette al nostro cervello.
Se i movimenti delle palpebre si fanno più frequenti, significa che siamo più attenti a ciò che ci viene detto. Maggiore è l'interesse per le informazioni che riceviamo e più sbattiamo le palpebre per immagazzinare le notizie nel nostro cervello.


È curioso sapere come Marilyn Monroe non strizzava quasi mai gli occhi. Questo per farci capire com'era completamente chiusa verso l'esterno e non curante delle informazioni che le venivano inviate. 

Se non ci avete mai fatto caso provate a farlo ora che ne siete consapevoli.
Ah, vi ho visto, avete appena sbattuto le palpebre!


22 commenti:

  1. Sono curioso... dove l'hai trovata questa nota su Marilyn? Sono abbastanza certo che non ci hai mai parlato di persona.

    RispondiElimina
  2. @Ivano: Beh in effetti ho provato, come nella pellicola di Pieraccioni "Io & Marilyn", ad invocarla, ma senza successo.
    L'aneddoto su Marilyn è oggetto di studiosi del linguaggio del corpo che credo abbiano utilizzato registrazioni di sue interviste o apparizioni televisive ripassandole più volte al rallentatore. Di solito si fa così, vedi Lie to me, il telefilm in onda su sky.

    RispondiElimina
  3. Un'altra domanda di carattere più generale già che ci siamo. Gli aggiornamenti degli articoli sul blogroll qui di fianco sono automatici o li fai personalmente? Perché non so se è possibile farlo anche con wordpress...

    RispondiElimina
  4. Io faccio fatica a guardare le persone negli occhi quando mi parlano, in relazioni duali (ho meno problemi a parlare a un gruppo fissando gli occhi di qualcuno)... dovrò però imparare a guardare il mio interlocutore, se voglio smascherarlo!

    RispondiElimina
  5. Sai Lisa? Ho scoperto solo oggi che la B accanto al mio nome significa che ho un profilo su Blogger. Credevo fosse un servizio riservato a chi si è costruito il blog con il tool di google.
    Comunque adesso l'ho aggiornato e sono entrato nel giro.

    RispondiElimina
  6. @Ivano: Ciao Ivano, sì il blogroll si aggiorna automaticamente. Benvenuto su blogger.
    Ora anche tu hai un'icona che ti distingue.

    RispondiElimina
  7. @Romina: Ciao Romina,
    a me invece capita il contrario. Se dovessi parlare ad un gruppo di persone dove l'attenzione è completamente rivolta verso me non riesco ad alzare gli occhi.
    Durante un corso di dizione che ho frequentato sono stata obbligata a leggere ed interpretare quasi ogni sera un racconto, guardando negli occhi le persone sedute davanti a me.
    Nonostante le varie tonalità di rosso manifestate sul mio viso, non sono riuscita a farmi passare questo blocco.
    Quindi ti capisco.

    RispondiElimina
  8. cara calzetta-capo
    Eccomi presente all'appello.
    Non ho mai fatto l'esperimento perchè per timidezza non guardo mai negli occhi le persone,poche o tante che siano. Ma è solo insicurezza ,niente altro
    Hai considerato l'eventualità che chi sbatte le palpebre soffra solo di congiuntivite e che la Monroe portasse le ciglia finte e che non sbattesse mai le palpebre solo per paura che si incollassero. Sono dilemmi gravi... Silvava

    RispondiElimina
  9. Ciao. ho ricambiato la visita con molto piacere.
    Ci vedremo spesso sa oggi in poi.
    Ah e non sto nemmeno sbattendo le palpebre. ;)
    Ciao.

    RispondiElimina
  10. Io prenderei un phon, con una lunga prolunga e poi via che la srotolo fino al campo brinato. Una volta lì accendo l'apparecchio a velocità 3 sul caldo e spero che non mi scatti l'automatico.
    (chessò magari a casa hanno acceso il forno)
    ecco io farei così...
    che altro c'era?
    ma hai il captcha, mi sa che dovresti passare da qui.

    anesh

    RispondiElimina
  11. Purtroppo, è molto semplice smascherare me quando sono poco interessato a ciò che sta dicendo il mio interlocutore. Si, perché io sbatto le palpebre una sola volta... il guaio è che poi non riesco più ad alzarle. Ma il vero imbarazzo arriva al suono di un lieve ronfo... :)

    Ah, scusa, passavo dal blog di Ferru... ed eccomi qui... :)

    RispondiElimina
  12. @SIlvana: come non darti ragione. Le ciglia finte certo.
    Ho una visione: vedo gli studiosi seduti davanti alla tele che passano e ripassano e ripassano le registrazione delle Monroe, convinti di quanto stanno per dire. Ad un tratto arrivi tu e dici: ma non vedete che ha le ciglia finte!
    E loro ti guardano inebetiti.
    Grande Silvy

    RispondiElimina
  13. @Nick: ciao Nick e benvenuto.
    Ti ho aggiunto nel blogroll insieme ad Hombre così non mi perdo i vostri aggiornamenti.
    Se non sbatti le palpebre vuol dire che porti pure tu le ciglia finte? A detta di Silvana.

    RispondiElimina
  14. @Hombre: ah ho capito tu lavori all'enel, certo!
    Ho tolto il captcha, almeno credo.
    Grazie della visita. A presto.

    @Jennaro: ciao Jennaro e benvenuto.
    Sì ti ho notato nel blog di Ferru.
    Fantastica la tua immagine dei ronfi quando smetti di ascoltare.

    RispondiElimina
  15. Bello. Molto interessante e ben scritto.
    Questa cosa mi tornerà utile, me lo sento.

    RispondiElimina
  16. @Cerex: Grazie Cerex e benvenuto al rifugio

    RispondiElimina
  17. Credo tu abbia ragione, comunque quelli che non mi guardano mai negli occhi per tutto il tempo, a me fanno paura.
    Perchè non è sempre timidezza.
    Ciao, bel blog, sono arrivata a te tramite quel disgraziato che hai sulla testa :)

    RispondiElimina
  18. @OrsaBipolare: Ciao e benvenutaaaa.
    Dici che non è solo timidezza?!? Magari si sentono insicuri. Conosco una persona che mentre parla tiene gli occhi quasi sempre chiusi o li batte velocemente. Nell'ultimo caso non riesco a fare le linguacce.

    RispondiElimina
  19. O magari hanno qualcosa da nascondere o mentono su ciò che dicono...
    Quelli che tengono gli occhi quasi chiusi ancora peggio, ne ho incontrata una da poco e mi disturba davvero.
    Bah, sarà che io credo allo specchio dell'anima e mi piace leggerci dentro.
    Ciao :)

    RispondiElimina
  20. @OrsaBIpolare: anch'io credo molto allo specchio dell'anima. Ciao.

    RispondiElimina
  21. Una cosa senza senso la tua descrizione . Io sono un tipo che ascolta sempre le persone e li guardo negli occhi , c'ho un piccolo problemma non sbatto mai le palpebre e anche un altra cosa fidati gli ascolto tutti . Aui di la tua affermazione e senza senso

    RispondiElimina