lunedì 23 gennaio 2012

Difetti di prossemica


    
Uscite a cena con un amico. I locali della città sono tutti pieni perché non avete prenotato per tempo ma alla fine trovate un ristorante. Entrate nella sala ma vi accorgete che i tavoli sono tropo vicini tra di loro, 40 centimetri l’uno dall’altro, e il tavolo accanto è occupato da altre persone.
Stortate un po’ il naso ma avete una gran fame. Vi sedete, parlate a bassa voce e lasciate il ristorante in fretta, appena finita la cena, con una certa insoddisfazione.

E questo perché?

È appena stata violato il vostro spazio personale dagli estranei seduti accanto a voi.

Lo studio di come l’uomo, inconsciamente, struttura i micro-spazi e le distanze tra gli uomini durante le loro azioni quotidiane, si chiama prossemica, termine coniato dall'antropologo Edward Hall.

Ci sono quattro zone ben precise entro le quali comunichiamo:

-          la zona intima che si estende dai 20 ai 50 centimetri di distanza, zona con la quale possiamo arrivare con le mani. Questa è la distanza che si mantiene nei rapporti confidenziali, tra amici, familiari e amanti, dove il tono della voce è più basso ed è possibile avvertire l’odore dell’altro e le variazioni del respiro;

-          la zona personale che si estende da 50 centimetri ad un metro; è la zona di due conoscenti che si incontrano per strada, con la quale ci stringiamo la mano, avviamo conversazioni di cortesia. Il tono è sempre moderato, non si avvertono gli odori ma si colgono ancora le espressioni del respiro e le espressioni del viso assumono una certa importanza;

-          la zona sociale che si estende da uno fino a due metri; è la zona delle persone che non conosciamo bene, dei rapporti formali come il tecnico che ci viene ad aggiustare la televisione e dei rapporti di lavoro. Il tono della voce è più elevato e i gesti e le espressioni sono più evidenti;

-         la zona pubblica che va dai due ai tre/otto metri; è solitamente la zona che si attua quando si parla ad un gruppo, tra il professore e gli studenti, tra l’attore e il pubblico. Essendo grande la distanza tra chi ascolta e chi parla, il tono della voce aumenta così come i gesti e le espressioni sono più ampie e marcate.


Interessante sapere come questi tipi di zona varino a seconda delle diverse etnie e fattori ambientali.

Del tipo: i giapponesi, abituati a vivere in ambienti ristretti a causa della sovrappopolazione delle loro città, hanno limitato i parametri della zona personale e sociale mentre, noi europei, avendo un senso dello spazio vitale più ampio rispetto alle altre popolazioni, consideriamo sgradevole quando ci troviamo in ambienti affollati in cui lo spazio prossemico si riduce fino a portarci a stretto contatto con estranei, creando così insofferenza e stress.

Ecco perché, negli incontri tra diverse etnie possono crearsi malintesi: 
se un giapponese ed un europeo stessero parlando, il giapponese si avvicinerebbe nella zona personale dell’europeo mentre l’europeo si allontanerebbe sentendosi invadere il suo spazio e, se il giapponese considererebbe l’europeo troppo freddo, l’europeo considererebbe il giapponese troppo invadente.

Concludendo, se avete intenzione di aprire un locale, è meglio che manteniate i tavoli ad una certa distanza tra loro, a meno che non vogliate che i vostri clienti liberino il tavolo in fretta per farne accomodare altri.

E a voi, è mai capitato di sedere ad un tavolo accanto ad estranei?



13 commenti:

  1. Certo che mi è capitato. Sia all'interno di fast food che all'interno di locali più di lusso.
    C'è stata un occasione sgradevole con persone invadenti e volgari, ma anche un occasione in cui ho conosciuto persone simpatiche con cui alla fine abbiamo diviso anche i numeri di telefono. In genere però essendo io una persona con un forte senso della privacy tendo ad evitare i locali eccessivamente affollati con posti a sedere troppo vicini.

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    1. @Nick: anch'io preferisco evitare i posti affollati e quando non ne puoi fare a meno, come è capitato a me proprio ieri mattina, dove, durante la colazione nella sala di un hotel, ho fatto sedere al mio tavolo una ragazza straniera e ho avuto l'impressione che si facesse a gara a chi finiva prima!!!(Beh ha vinto lei, appena sveglia sono tremendamente rallentata)

      Se invece hai la fortuna di incontrare persone simpatiche, come nel tuo caso, è un bel modo di fare amicizia.

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  2. @Lisa: Proprio oggi stavo leggendo un testo su questo argomento... cose da non crederci! Io, per come sono, direi che ho le prime due zone molto più estese e odio i luoghi troppo affollati...
    Parli ancora di varie culture, eh... guarda che non mi sono dimenticata del mio post... è solo che ultimamente non ho più tempo di fare nulla! Bentornata!

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    1. @Romina: saranno gli influssi della legge d'attrazione ancora in circolo!!! Adoro queste coincidenze!

      Per come la vedo io, ci sono dei giorni in cui la mia zona personale arriva ad avere l'estensione di quella pubblica! Pochi però! Poi tutto torna alla normalità, anzi le mie zone si adattano al modello giapponese, forse per compensare!!!

      Non ti preoccupare per il guest post, quando sarà più tranquilla e avrai voglia di scriverlo...anche se significa ospitarlo quest'estate.

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  3. Ecco spiegato perché mi irritano tutte quelle persone che si piazzano a due cm di distanza come se avessero problemi di vista. Sono decisamente un istrice. Non oso pensare a come mi troverei in Giappone! ^^

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    1. @Salomon: allora meglio stare lontano dai giapponesi, potrebbero usare i tuoi aculei per giocare a shangai.

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  4. Ho sempre saputo e visto che i locali dove ci si siede vicini fra estranei sono normali in altre zone d'Europa e più anomali in Italia. In Germania, Cechia ecc. mi sono ritrovato persone vicine, in tavolate con diversi grupppi, e, stranamente per un misantropo come me, non mi è dispiaciuto. Troppo divertente una coppia che chiedeva come mai avessimo votato quel tipo lì, quello che c'era prima, e che era fan di Di Pietro (ma noi no...); quale gaudio per loro sapere che noi eravamo molisani! :D
    Invece qui il discorso è diverso: ora come ora non sopporterei gente vicina, e ho sempre tenuto a debita distanza le persone con cui colloquio, arrivando anche a prendere l'abitudine di non guardarli più negli occhi, ancor di più se sono amici e conoscenti!

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  5. Ciao occhio sulle espressione. Noto che il non sopportare la gente seduta vicina, a tavola, è un discorso che ci accomuna, come ci accomuna il sopportare questo status quando ci troviamo all'estero, come nel tuo caso e in quello di Nick.

    Siamo degli "orsi"!!! Sarà la nostra vene letteraria che ci spinge ad esserlo!!!

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  6. Fortunatamente no, non mi è mai capitato. Da quando vivo a Roma però, ogni volta che esco a cena, temo possa accadere. Qui i tavoli sono sistemati a distanza molto ravvicinata e ammetto di non esserci abituata. Credo mi sentirei a disagio se il mio tavolo fosse molto, troppo vicino a quello di altre persone. L'unico aspetto positivo sarebbe la possibilità di fare la conoscenza di qualcuno di simpatico :).

    Allo stesso modo, preferisco non frequentare le spiagge molto affollate in estate. Un incubo!

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  7. @Miki: se ti dovesse capitare e ti sentirai a disagio, saprai perché.
    Roma?!?!? L'adoro! Ci ho pure fatto un pensiero sul trasferirmi lì ma ho optato per gli accoglienti e caldi inverni padani.

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  8. Quei locali che hai descritto io li evito come la peste, chettelodicoaffà!Hai notato il mio nick? ;)
    Quando mi è capitato, sembrava che pure il cibo andasse di traverso, adoro invece quando entrando in un ristorante vedo un tavolo ad est ed uno ad ovest!
    Una volta ho cenato con il mio lui di allora in un ristorante immenso e vuoto, peccato ci fosse il cameriere a servirci! Ahahahah!

    Bello aver imparato cosa sia la prossemica, oltre al significato mi piace anche il suono.
    Ciao, bentornata, ma cosa hai fatto poi in camera con Pluto e Cip e Ciop? Confessa! =D

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  9. @OrsaBIPolare: ma dài!!! ho appena fatto visita al tuo blog e ti trovo al rifugio.

    Anche a me è capitata una cenetta intima in un locale vuoto ma in quel caso ero imbarazzatissima, rimbombavano, oltre che i nostri bisbigli anche le posate che poggiavano sul piatto.

    Ma se il locale affollato fosse stato quello degli spaghetti durante il tuo viaggio on the road, ti avrebbe dato fastidio lo stesso? Non credo, in quell'occasione non ci avresti dato peso!

    p.s. In camera abbiamo pettinato le bambole, ma veramente!!!

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  10. Ahahah! Pettinato le bambole?! Tu stai fuori... =D

    In quel contesto "On the road" avrei goduto di quegli spaghetti pure se me li avessero serviti sulla testa di qualcuno! ;)

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