giovedì 12 gennaio 2012

IL PUNTO INTERROGATIVO, questo strano segno di interpunzione



Chi di voi non ha dubbi sui segni di interpunzione, scagli la prima pietra!

Se il movimento letterario futurista, nato in Italia nei primi anni del novecento, teorizzava l’assoluta libertà del poeta da schemi e regole, dall’abolizione dei segni di interpunzione, agli aggettivi qualificativi ed avverbi, oggi, come nel passato, i segni di interpunzione ci aiutano ad imprimere movimento e stile ad uno scritto.
Ma non bastano le semplici regole apprese tra i banchi di scuola!!!
Credetemi: ho appena terminato di leggere un saggio sulla punteggiatura e ne se sono rimasta affascinata.

Il fatto di  impadronirsi di questi importanti segnetti diventa importante quanto le note musicale per un compositore.

È grazie alla padronanza dei segni interpuntivi che possiamo fare innamorare il lettore e creare il nostro stile di scrittura.

Oltre  a comprendere che, ad esempio, le virgole, di cui ne ha parlato ampliamente Romina Tamerici nel suo blog, non si mettono nel punto in cui, dopo un lungo periodo, la bocca deve riprendere fiato, bensì devono seguire delle precise regole. 

Ma veniamo al punto interrogativo.
Mentre nella scrittura spagnala usano il punto interrogativo, come quello interrogativo, capovolto ad inizio frase in modo da far comprendere al lettore che la frase prende l’intonazione discendente della domanda, ¿dopo il punto esclamativo, la parola che segue, va scritta con la lettera maiuscola o minuscola?

Dipende!

- Se il punto interrogativo conclude il periodo, la lettera che segue sarà maiuscola:

Chi gli ha messi, non dico nella necessità, ma nella tentazione di fare ciò che hanno fatto? Avrebbero essi cercata quella via irregolare, se la legittima non fosse stata loro chiusa?  (Alessandro Manzoni)

- Se il punto interrogativo è seguito da altre parole che appartengono allo stesso periodo, la lettera che segue sarà minuscola:

“Come no? quella persona è capace di tutto.”

Guardate l’esempio del Gadda: riporta entrambi i casi.

Ma che cos’era il sole? Quale giorno portava? sopra i latrati del buio.

Certo è, che occorre combattere con l’intelligenza di Word per la volontà di voler mettere la minuscola dopo il punto interrogativo.

E voi, nel vostro stile di scrittura, avete mai attuato queste regole?







11 commenti:

  1. Faccio il cuoco e mi piace paragonare la punteggiatura al sale, alle spezie che si usano in una ricetta.
    Puoi essere un bravissimo cuoco, ma se quello che cuciri risulta insipido perché non l'hai condito abbastanza, allora fa schifo. Altrettanto se esageri, se metti quello che non dovrebbe andarci o ne metti troppo.
    Ecco, la punteggiatura è il condimento delle parole: senza sarebbero insipide, piatte, ma con il giusto uso il piatto risalta e splende.

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  2. Mi sono trovato qualche volta nella situazione di inserire un punto interrogativo in mezzo alla frase e, non sapendo come risolvere, ho cambiato la frase. Questo post è stato illuminante e provvederò a informarmi meglio sulla punteggiatura.
    Grazie!

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  3. @Narratore: Cuoco-Narratore: che sublime associazione!
    La metafora della punteggiatura come condimento sulle pietanze lascia intendere quanto i tuoi scritti abbiamo quel sapore genuino che si cerca in tavola.
    La nouvelle cousine la lasciamo ai futuristi!
    Ora ti associo ad un film, visto proprio ieri, dove Luca Zingaretti interpreta la parte del cuoco. S'intitola: "Tutte le donne della mia vita". Ti consiglio di vederlo!

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  4. @Salomon: grazie. Anch'io mi sono trovata spesso nella tua situazione, per questo ho approfondito lo studio sulla punteggiatura, anche se, l'uso della virgola mi lascia sempre qualche dubbio.
    Mi complimento per il tuo guest post sul condizionale nel blog di Romina.
    Ti ho lasciato un commento.

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    1. Grazie, ho molto apprezzato. Tra parentesi, sembra che blogger abbia finalmente introdotto la modalità risposta diretta. ^^

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    2. @Salomon: hai ragione! sto sperimentando ora la novità!

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  5. @Lisa: Grazie mille per la citazione! Davvero troppo buona... Questo post è stato davvero illuminante! Io non ho mai messo una minuscola dopo il punto di domanda, se non in un discorso diretto. Esempio:
    "Ma chi ti credi di essere?" domandò con rabbia.
    Oppure con elenchi di domande, ma ho sempre avuto dei dubbi. Esempio:
    Mille domande lo tormentavano: dove era andata?, perché l'aveva lasciato?, era davvero tutta colpa sua?
    Grazie per questa riflessione... c'è sempre qualcosa da imparare. Mi potresti dire il titolo del saggio? Magari prima o poi riesco a leggerlo anch'io! Mi piacciono i saggi sulla punteggiatura ma non ne ho mai trovato uno davvero completo...

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  6. CARA CALZETTA-CAPO.
    Wow! è roba veramente forte, degna dell'Accademia della Crusca. Prendo nota e ringrazio. Silvana

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  7. @Romina: Grazie! Pure io non ho mai messo una minuscola dopo il punto interrogativo e così, abituata alla Maiuscola, nonostante queste regole mi viene difficile fare diversamente ma almeno ho preso coscienza del fattaccio!

    Il titolo del libro te lo comunico stasera

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  8. @Silvy: grazie calzettina onoraria per il complimentone! Apro le finestre e lo faccio uscire: mi sembra troppo per me!

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