giovedì 2 febbraio 2012

L'occhio della telecamera in un racconto


Terza o prima persona? Sono i dubbi che ci poniamo tutte le volte che iniziamo a scrivere un racconto.

Ma lo sapevate che esistono due tipi di terza persona?

Ebbene sì!

C’è la terza persona onnisciente che ci permette di spaziare da un personaggio all’altro cambiando scena a piacimento e svelandone i più intimi segreti.

E poi c’è la terza persona “immersa” dove la voce narrante è immersa nelle azioni e nei pensieri del protagonista limitandone così il punto di vista a quell’unico personaggio.


Provate a leggere queste brevi righe e cercate di capire con quale tipo di terza persona è stato scritto:

Appena udì il forte trillo della campanella delle dodici, Ada si precipitò fuori dall'aula. Scese di corsa le scale e una volta arrivata al piano terra, il suo sguardo si fissò oltre la porta a vetri dell'ingresso, sulla già affollata fermata dell'autobus e,, una volta giunta in strada, non si accorse che sul marciapiede stavano girando le ruote di una bici lanciata a folle corsa da un tizio che stava pedalando per raggiungere la stessa fermata di Ada. Secondi, alcune frazioni di secondi e bicicletta, Ada e corridore si trovarono sbattuti a terra, uniti da un solo groviglio. 
.
 Avete capito di che terza persona si tratta? Beh, non ve lo dico!

Un racconto scritto in terza persona “immersa” potrebbe benissimo essere scritto con la prima persona singolare in quanto la telecamera rimane sempre fissa sul punto di vista di quell’unico personaggio.

Ma allora, perché usare la terza persona?

Perché in questo modo l’autore può prendere le distanze dal protagonista e ha la possibilità di presentare altri personaggi dal punto di vista del protagonista, senza che la responsabilità dei commenti sia tutta attribuita all’autore.

E voi, quale tipo di terza persona usate per i vostri scritti?

P.S. Le brevi righe del racconto sono in terza persona onnisciente. La terza persona immersa non avrebbe potuto sapere che il tizio sulla bici si stava dirigendo alla stessa fermata di Ada ne tanto meno che stesse arrivando a tutta velocità, non vi pare?! 



17 commenti:

  1. Sono la presona più sbagliata del mondo perchè tranne in un caso -in cui ho utilizzato la terza persona onnisciente- utilizzo sempre la prima persona, che mi sembra un modo utile per far "empatizzare" il lettore col personaggio.
    Ciao.

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    1. Ciao Nick,

      hai ragione, con la prima persona "empatizzi" molto con il lettore; tutto dipende da che effetto vuoi dare al racconto.

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  2. A me piace molto la prima persona, ma ultimamente uso molto la terza. Tutto dipende da ciò che voglio raccontare, anche per evitare strane blackbox... Se uso la terza persona, la preferisco onniscente ed esterna al testo anche se a volte lascio che segua un solo personaggio in ottica spaziale (quindi può sapere tutto quello che vede il protagonista e ciò che lui sente, ma non può fare deduzioni su ciò a cui lui non ha assistito). Forse, è una strana forma di terza persona, ma, secondo me, funziona (il mio libro che da metà mese partirà in cerca di editore, segue un po' questo stile).
    Scrivere in prima persona al maschile mi risulta ancora piuttosto difficile (ci ho provato poche volte, es. al concorso Pirati!), ma non so se sempre risulto credibile!

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    1. Hai inventato una nuova forma di terza persona: la terza persona bilaterale!!!

      Al contrario di te ho iniziato a scrivere in prima ma ora mi sto concentrando sulla terza, la preferisco.

      Per il concorso Pirati avremmo potuto scrivere in prima persona femminile! Chi l'ha detto che i pirati debbano essere tutti uomini!!!
      Avremmo vinto per l'originalità.

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    2. Non credo di aver inventato nulla, comunque grazie...
      Per il concorso, a dire la verità, c'è almeno un testo in gara scritto il prima persona femminile e, ironia della sorte, è stato scritto da un uomo! Forse, ce ne sono altri, ma non ricordo...

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  3. Io non sono una scrittrice, scrivo cazzate rigorosamente in primissima persona! ;)

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  4. Ciao Lisa, niente terza persona neanche per me. Usando la scrittura A la Proust, cioè come forma di ricapitolazione del mio vissuto, posso scrivere solo in prima persona.

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    1. @Ivano: confermo. Ho avuto modo di leggere alcune parti del tuo romanzo.

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  5. Io sono vittima delle mie letture e seguace della terza persona. In realtà credo dipenda dal racconto: non penso che esista una formula valida per tutte le storie! Però ho notato che con l'onniscienza tendo a metterci troppo "me stesso", quindi cerco di limitarmi. Oppure rinuncio del tutto e scelgo un PoV.
    Ultimamente mi sto esercitando con la prima persona, ma non so cosa ne salterà fuori!

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    1. @Salomon: se con la terza persona ci metti troppo di "te stesso", vedrai che risultati con la prima persona: è un vero rapporto diretto tra il nostro io più profondo e il foglio; il tutto per mezzo delle parole scritte.

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  6. Scivo ( almeno tento di farlo ) sempre in prima persona e preferisco scrivere cose autobiografiche Sivana

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  7. @Silvana: già, come il tuo racconto che ho pubblicato nel guest post!

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  8. Ottimo espediente, usato, appunto, anche nel cinema.
    Devo dire di essere maggiormente fan della terza persona onnisciente, ma uso anche le altre forme.

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    1. @Luigi: Ciao Luigi, ottima scelta la terza persona, anch'io ne sono fan.

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  9. Wow! in confronto a te mi sento proprio ignorante! Comunque grazie per la lezione!Interessante post!
    A presto...Sibilla

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    1. @Sibilla: beh non ti abbattere, pure io sono ignorante in molti altri argomenti! Mica possiamo sapere tutto. L'importante che il post ti sia stato di aiuto!!!

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