mercoledì 11 aprile 2012

L'importanza di grattarsi



 L’avrete sicuramente notato: stiamo parlando con qualcuno questo inizia a grattarsi in una parte qualsiasi del corpo.

Se il nostro interlocutore non ha la varicella o non è stato punto sul sedere da una pulce circense,  siamo in presenza di un palese segno della comunicazione non verbale.

Per prima cosa andiamo ad analizzare il perché scattano questi micropruriti.

Quando le emozioni ci colpiscono e ci turbano, provocano delle reazioni psicologiche che si traducono in micropruriti.

È evidente, come già detto altre volte, che l’esaminare il singolo prurito porta a conclusioni errate: occorre sempre analizzare il contesto in cui si svolge l’azione.

Prurito al petto
Se, mentre stiamo parlando, la nostra mano  placa quella parte del corpo che pizzica, significa che ciò che stiamo dicendo è in contraddizione con ciò che veramente pensiamo.
Quante volte, voi bugiardi pentiti, avete chiesto a qualcuno di fermarsi a cena, come da galateo, ma in realtà non lo volevate assolutamente? Provate a pensarci: in quell’occasione, quasi sicuramente il petto vi pizzicava.

Prurito al viso
Se al contrario, è proprio la persona con la quale state dialogando che sta dicendo qualcosa per cui voi non siete d’accordo, anche in questo caso possiamo grattarci: ci sfreghiamo il naso, in punta, all’altezza delle narici, la fronte, il mento. Ognuno di questi gesti  è l’espressione del fatto che proviamo fastidio, siamo irritati da quanto stiamo ascoltando.

Prurito alla nuca
Segno diverso è il grattarsi la nuca o l’angolo dell’occhio: in questo caso esprimiamo uno stato di confusione o di tensione.

Prurito alle gambe e agli avambracci
Altro esempio in cui ci imbattiamo spesso, capita quando stiamo dialogando in piedi e, a un tratto, avvertiamo un formicolio sulla parte posteriore delle gambe.; non abbandoniamo il nostro interlocutore per gentilezza ma nel nostro corpo accade che il cervello registra un aumento della circolazione sanguigna proprio all’altezza delle gambe come per stimolare una camminata, e cioè la voglia di andarsene.
Caso analogo quando avvertiamo il formicolio negli avambracci.

Prurito alla clavicola
Diversi i pruriti nella clavicola. Gli interlocutori che si grattano la clavicola sentono che avete bisogno di aiuto, forse perché inconsapevolmente l’avete fatto intendere.

Prurito nell'arco di Cupido
Se il prurito si avverte nell’arco di Cupido, appena sopra al labbro superiore e appena sotto le narici, significa che stato provando un desiderio sessuale che però è represso.

In conclusione: i pruriti sono segnali che esprimono il desiderio di andarsene e una contraddizione tra ciò che diciamo e ciò che pensiamo o per quello che ascoltiamo, eccezione fatta per la zona della clavicola e della nuca.


Non so voi, ma dopo aver parlato di tutti questi pruriti sento il bisogno di grattarmi!

26 commenti:

  1. ma lavarsi no, eh?
    e cmq "gratta gratta trovi sempre un po' di Napoli".

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  2. Io quando sono nervosa o stressata a volte mi gratto la mano sinistra... per il resto nessun prurito, forse perché in genere dico quello che penso oppure recito molto bene e controllo anche il non verbale? Mistero!
    Come al solito, hai scritto un post davvero curioso sulla CNV! Brava!

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    1. @Romina: grazie Romina. Io più che su me stessa lo noto sugli altri. Quando dico o faccio qualcosa che a loro non va mi accorgo che si grattano. Non capita spesso.

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    2. Ti è successo qualcosa, Lisa? Oppure sei partita per le vacanze? Non hai risposto alla mia mail sul progetto... non farmi preoccupare, se no poi divento nervosa e mi viene prurito alla mano!

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    3. @ROmina: ma veramente non ho ricevuto la tua mail sul progetto!!! Avevo postato un commento sul tuo post, ero al corrente che sarebbe partita l'iniziativa. Me la rimandi per favore? Mercì

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  3. Che post pruriginoso!
    Veramente interessante. Però hai dimenticato uno, il prurito da puntura! :D

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    1. @Salomon: hai ragione, è che con tutte le zanzare della Lomellina me ne sono scordata!!!

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  4. Ma allora il dermatologo non ha capito un tubo....La prossima volta che lo vedo mi sente.....Silvana

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    1. @Silvana: se vuoi ti ci accompagno e lo metto a posto.

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    2. sabato 28. Ciao. Silvana

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  5. Ho letto con interesse, e ora mi pizzica ogni cosa.
    Aiutoooooooo!

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    1. @Cangala: Ciao e benvenuta. Ho capito che con questo post ho fatto venire il prurito a tutti!!!

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  6. Ricordavo che alla nuca poteva significare anche imbarazzo. Post interessante, ci farò caso! :)
    Ah, ecco spiegato il perché della penna nella tua foto, ahahah!

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    1. @Occhio sulle espressione: quella l'ho messa per non sentire gli odori!? Scherzo!!!

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  7. Dio mio, mi sto grattando da ore.... Comq quando qualcuno dice la parola "pidocchi" e subito mi prude la testa :-):-)

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    1. @ApeRegina: è contagioso questo post, non ho ancora smesso di grattarmi!!! Veramente mi prude la punta del naso, c'è un detto novarese che tradotto dice: "se prude il naso, novità in arrivo!!!" Vediamo!!!

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  8. Io quando sono imbarazzata o a disagio in effetti mi gratto il naso, oppure mi tormento la parte terminale del padiglione auricolare (quella dove di solito si fa il buco per gli orecchini).

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    1. @SofiaStella: ciao Sofia e benvenuta. Anche se si siamo già scritte su G+.
      Finalmente qualcuno che conferma la mia tesi, oltre a Romina. Grazie

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  9. Accidenti! Io mi gratto spesso il naso!

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    1. @Nick: allora non approvi quanto senti!!! Per caso non approvi il mio post!? Scherzo

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  10. Non capisco il motivo, ma Google Reader non mi memorizza il tuo blog, e così mi perdo i tuoi post...

    Cmq, il fatto di grattarsi, credo dia una cosa molto antica, che ha le sue radici in qualcosa di animalesco... io mi gratto, soprattutto la testa, e non ci trovo nulla di strano! :D

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    1. @Narratore: sarà che non c'è feeling, a me capita invece di non riuscire a postare un commento sul tuo blog. Misteri di google!

      Sì il grattarsi ha qualcosa di ancestrale, mi ricorda tanto gli uomini delle caverne.
      Invece il tuo grattare la testa mi ricorda le scenette di Stanlio e Olio.

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